Un Natale da gustare: il mese delle feste

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Oro blu

Senz’acqua non si edifica nulla.
Proviamo ad immaginare cosa si potrebbe costruire senza l’acqua: NULLA. Nessun mattone, nessun calcestruzzo, nessun legante, nessun materiale organico o sintetico. Nemmeno le capanne dell’uomo primitivo sarebbero state costruite senza l’acqua. Nemmeno gli Egizi avrebbero potuto trasportare le enormi pietre da costruzione senza l’ausilio dell’acqua. Oltre ad essere un mezzo di lavorazione, l’acqua è presente in diverse forme nei materiali, cristallizzata nelle molecole oppure in forma liquida o di vapore.

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La primavera delle superfici

Con l’arrivo della primavera cresce spontaneamente la voglia di rinnovare gli spazi, portare più luce negli ambienti e restituire alle pareti un aspetto fresco e ordinato. Nella pratica quotidiana di cantiere si vede chiaramente come un intervento ben studiato sulle superfici possa trasformare un locale, non solo dal punto di vista estetico ma anche in termini di comfort e qualità dell’abitare.
Una delle prime scelte fondamentali riguarda le finiture lavabili di qualità. Il termine “lavabile” viene spesso usato in modo generico, ma esistono differenze sostanziali tra i prodotti: contano la resistenza all’abrasione umida, la copertura, la finezza del film e la capacità di mantenere un aspetto uniforme nel tempo. Se il ciclo è corretto, la parete può essere pulita senza lucidarsi o macchiarsi, caratteristica essenziale in zone di passaggio, cucine, scale o ambienti vissuti quotidianamente. Prodotti con buona copertura permettono inoltre di ridurre il numero di mani e ottenere superfici più omogenee già in fase di applicazione.

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Un vero e proprio percorso sensoriale che inizia dalla tavola, prosegue con l’impiattamento e culmina nei sapori. 
 

  a cura di Mara Roccaforte, Responsabile editoriale Edimen

La tavola natalizia è la scenografia che accoglie ospiti e famiglia: una mise en place curata comunica attenzione e calore. Quest’anno le tendenze prediligono tonalità naturali (lino grezzo, verde bosco e dettagli dorati) che evocano l’atmosfera di un Natale autentico ma raffinato. Tovaglia e tovaglioli in tessuti naturali, impreziositi da un segnaposto artigianale come una pigna dorata o un rametto di rosmarino legato con spago, piatti bianchi con sottopiatti in vetro o metallo spazzolato, centrotavola basso con rami di abete e candele di diverse altezze: sono dettagli che trasformano la tavola in un ambiente scenografico ma intimo.

Il menu deve bilanciare tradizione e innovazione. L’antipasto ideale è rappresentato da capesante scottate con crema di topinambur e chips di cavolo nero, piatto elegante e leggero che apre con note marine equilibrate da toni vegetali. Il primo piatto celebra la tradizione locale con ravioli fatti a mano ripieni di brasato al Merlot ticinese, serviti con riduzione al vino rosso e scaglie di formaggio d’alpe. Per il secondo si propone un filetto di cervo arrosto con salsa ai mirtilli rossi, accompagnato da purea di castagne e verdure invernali glassate, un classico delle feste presentato con essenzialità contemporanea. Nel cuore delle feste non può mancare il dessert di cioccolato e Chocolat Stella di Giubiasco celebra la tradizione Svizzera con proposte di eccellenza. Per un tocco natalizio suggeriamo i tartufi al cioccolato fondente e arancia candita. L’impiattamento è la firma visiva di ogni piatto: piatti ampi e neutri che fanno risaltare le cromie, disposizione asimmetrica per creare movimento, salse stese con pennellate leggere o piccoli punti decorativi, evitando eccessi. La coerenza tra estetica e gusto rafforza l’esperienza conviviale. Un Natale perfetto è fatto di dettagli: la luce delle candele, il profumo dei piatti, la dolcezza che chiude la cena. Il menu proposto crea un equilibrio tra raffinatezza e accoglienza, trasformando ogni portata in un momento di condivisione e ricordo.

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