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La verticalizzazione del verde

Altri articoli

Ottimizzazione e innovazione: reinventare la zona lavanderia

La trasformazione degli ambienti domestici, soprattutto negli ultimi anni, porta con sé la necessità di ottimizzare anche il singolo centimetro senza rinunciare, però, alla funzionalità di ogni area della casa. Non fa certo eccezione, in questo senso, la zona lavanderia, che pur assumendo in sé notevole importanza corre il rischio di essere sacrificata, in termini di spazio, quando le metrature dell’abitazione sono contenute. In case compatte e in appartamenti moderni la gestione della zona lavanderia richiede dunque soluzioni ottimali, capaci di coniugare estetica e funzionalità: in questo articolo vedremo assieme diverse soluzioni per trasformare questo spazio in una vera e propria area operativa, sfruttando anche soluzioni verticali ed elementi modulari che si adattano alle diverse esigenze quotidiane.

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Giardini d’inverno: la natura che diventa architettura

Nel panorama dell’abitare contemporaneo, i giardini d’inverno si impongono come una delle soluzioni più ricercate e sensoriali, veri spazi ibridi che annullano i confini tra interno ed esterno trasformando la vegetazione in una componente architettonica viva e funzionale, capace di migliorare la qualità dell’ambiente domestico, ampliare la percezione dello spazio e riportare un frammento di natura nel cuore della casa.
Come accade per i tetti verdi, anche questi ambienti non sono elementi puramente estetici, ma ecosistemi integrati che contribuiscono a creare comfort climatico, benessere psicologico, regolazione dell’umidità, isolamento termoacustico e un aumento tangibile della biodiversità. Il giardino d’inverno si comporta come una veranda evoluta e intelligente: filtra il clima esterno, dilata visivamente gli ambienti abitativi e introduce piante vive anche in contesti urbani densamente costruiti, generando un rapporto più equilibrato tra architettura e natura. Nel contesto ticinese — caratterizzato da una forte densità edilizia ma anche da un ricco patrimonio paesaggistico — questi spazi diventano un’opportunità concreta per restituire qualità verde anche alle abitazioni compatte o oggetto di ristrutturazione, creando un collegamento continuo tra la casa e il paesaggio circostante.

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L’architettura cittadina si fonde con il verde della natura.

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a progressiva urbanizzazione e il crescente stress che l’ambiente ogni giorno subisce a causa delle attività umane sempre più logoranti per l’ecosistema, ha dato vita al settore del verde verticale: ciò ha ridefinito il paesaggio di molte aree densamente edificate e ha riequilibrato quelle aree che per motivi urbanistici erano state sottratte all’ambiente naturale.

Patrick Blanc è un botanico e creativo paesaggista parigino, noto come il pioniere del giardino verticale (Mur Végétal) o di quello che lui stesso chiama, con la sua tipica vena ludica e bizzarra di giardiniere creativo “un pezzo di natura invitata in città”. Con i suoi spettacolari giardini verticali ha rivestito facciate e aree, sia pubbliche che private, non solo della capitale francese. Pian piano sono spuntati altri architetti del verde che si sono sbizzarriti in giro per il mondo con muri vegetali sempre più rifiniti.

Per giardino verticale o muro vegetale, si intende una particolare forma di paesaggio urbano realizzata tramite la coltivazione di piante su una parete urbana, solitamente verticale, secondo vari stili o colori che sfruttano la presenza di due strati di materiale fibroso e di un impianto di irrigazione posto tra essi, per nutrirsi e crescere in modo naturale.

Il loro aspetto, di primo acchito, potrebbe sembrare quello di una qualunque altra pianta rampicante lasciata libera di impossessarsi dell’intera parete o dell’edificio, ma il sistema secondo queste piante vengono fatte crescere è un po’ più complesso e risponde a precisi studi botanici.

Nello specifico, il progetto ecologico su cui i muri vegetali si basano prevede l’installazione di un telaio metallico sulla struttura architettonica sulla quale deve crescere il giardino, unito a una parte in PVC espanso e a ben due strati sovrapposti di materiale fibroso dalle diverse composizioni. Blanc utilizza per le sue opere fibra di cocco, poliammide di feltro, un po’ di lana di roccia, un particolare muschio leggero chiamato sfagno (talmente morbido e permeabile da agire proprio come una spugna) e marciume. Questa stratificazione in parte organica è stata poi dotata di un sistema di irrigazione tra gli strati, grazie al quale le piante possono ricevere i giusti nutrienti e crescere in modo sano.

Piante per giardino verticale

È di fondamentale importanza scegliere con cura, rispetto al clima e alla specificità della flora autoctona, le specie da impiantare ed è sempre meglio farsi seguire da un esperto di giardinaggio. La scelta ricade quasi sempre su varietà a bassa manutenzione, che necessitano cioè di poche cure e interventi sporadici durante l’anno. Di solito vengono privilegiate sia piante rampicanti che altre varietà, purché molto leggere (30 kg per metro quadro), le cui radici non abbiano bisogno di affondare in un terreno troppo profondo. In caso contrario il rischio è quello di compromettere l’integrità dei muri e degli stessi edifici.
Tuttavia, la scelta delle essenze deve tener conto di diversi fattori, tra cui i più importanti sono:

• la zona geografica in cui l’edificio è ubicato (esposizione al sole, ventosità, orientamento…)
• il fabbisogno idrico
• la fioritura
• la tipologia di impianto e di substrato utilizzato

La vegetazione deve essere posata in condizioni ambientali e climatiche favorevoli e sarà importante seguirne lo sviluppo e l’adattamento soprattutto nei primi 8-12 mesi dalla posa.

Un’ampia scelta di piante

Le più utilizzate sono le varietà microterme perché resistono bene al freddo ma non al caldo, e le macroterme (zizzania e gramigna) perché amano i climi caldi e con le basse temperature perdono colore.

Tra le varietà botaniche più adatte, ficus, felci, philodendrum e fatsie, specie che crescono di consueto sulle pareti rocciose delle zone tropicali e che hanno dimostrato quindi la loro particolar resistenza a condizioni estreme.

Irrigazione e fertilizzazione

Le cure sono fondamentali per tutte le varietà impiegate nelle pareti vegetali. Per garantire acqua e concime si ricorre spesso a sistemi automatici incorporati negli impianti stessi, tramite collettori disposti orizzontalmente a diversi livelli della parete.

Tali collettori sono connessi a tubi montanti verticali che percorrono in altezza la struttura, distribuendo i nutrienti a tutte le piante. Se l’impianto è dotato di un sistema di irrigazione a ciclo chiuso, l’acqua impiegata è quella piovana, conservata in vasche di raccolta alla base del muro. 

Le pareti FertilWALL, disponibili presso Caminada Sementi SA di Cadempino, sono semplici da installare, in poche e pratiche fasi: 1.Ancoraggio delle griglie alla parete 2.Posizionamento delle canalette portavaso 3.Installazione dei tubi di collegamento in silicone e degli elementi filtro sui condotti di ogni contenitore 4.Collegamento del sistema irriguo, se presente, e degli eventuali dispositivi di illuminazione.

È usato anche il metodo di coltivazione idroponica, che permette un costante approvvigionamento idrico di acqua piovana e fertilizzanti, mediante sistemi a goccia sistemati nella parte alta.

Benefici

Se il valore ornamentale dei giardini verticali è fuori di dubbio, il plus aggiunto agli spazi urbani dalla loro presenza non è solo di carattere estetico. La superficie destinata alle aree verdi in città è sempre più ridotta, sacrificata dalla espansione architettonica.

Il muro verde è la risposta più green ed efficace ai problemi che affliggono le città moderne. Ha innumerevoli vantaggi:

  • offre una protezione naturale dall’inquinamento acustico, offrendo una barriera naturale al suono;
  • purifica l’aria assorbendo CO2 e pulendola anche dallo smog. E quindi contribuisce a migliorare la qualità dell’aria aiutando a ridurre l’incidenza delle malattie dell’apparato respiratorio e facendo risparmiare il sistema sanitario;
  • isola gli edifici, fornendo un’ottima coibentazione che permette risparmio energetico e abbassa il fabbisogno di energia per riscaldarli e raffreddarli
  • offre una buona resistenza al fuoco;
  • dona benessere, perché la vista di un giardino, invece di un muro di cemento, riposa l’occhio e rilassa la mente;
  • garantisce un maggior equilibrio tra cemento e verde;
  • aumenta persino il valore dell’immobile, perché lo rendono più bello e ricercato, oltre che ben coibentato per rispondere al caldo estivo in maniera green.

Giardini verticali, esterni o interni?

Illustri esempi dimostrano come con il verde verticale non sia solo qualcosa di chiuso e confinato ma dà vita a una miriade di soluzioni possibili mostrandosi vincente perché capace di adattarsi, nei modi più creativi, alle esigenze dettate dalle realtà in cui va ad inserirsi.

Posizionato all’interno, all’esterno o in un’area di transizione, il giardino verticale porta con sè molti benefici e può essere interpretato a piacimento, a patto che gli si dedichi la giusta attenzione.

Può essere la decorazione di una parete interna di un cortile, come nel caso dell’hotel Intercontinental di Parigi, o una interna di casa, magari in bagno, per sfruttare l’umidità dell’ambiente. Oppure pensiamo a un quadro ‘verde’ da appendere in salotto.

Un giardino verticale sul balcone

Se possedete un terrazzo o un piccolo balcone non significa che non possiate creare il vostro giardino verticale, magari con verdure da coltivare anche per cucinare.
Alcune piante possono essere coltivate facilmente in un piccolo spazio e questo è ancora più vero nel caso di un giardino verticale. Anche in questo caso la regola è la stessa delle grandi installazioni: evitate piante che occupano troppo spazio o richiedono una profondità del suolo eccessiva.

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