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IL DESIGN SOSTENIBILE

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Ottimizzazione e innovazione: reinventare la zona lavanderia

La trasformazione degli ambienti domestici, soprattutto negli ultimi anni, porta con sé la necessità di ottimizzare anche il singolo centimetro senza rinunciare, però, alla funzionalità di ogni area della casa. Non fa certo eccezione, in questo senso, la zona lavanderia, che pur assumendo in sé notevole importanza corre il rischio di essere sacrificata, in termini di spazio, quando le metrature dell’abitazione sono contenute. In case compatte e in appartamenti moderni la gestione della zona lavanderia richiede dunque soluzioni ottimali, capaci di coniugare estetica e funzionalità: in questo articolo vedremo assieme diverse soluzioni per trasformare questo spazio in una vera e propria area operativa, sfruttando anche soluzioni verticali ed elementi modulari che si adattano alle diverse esigenze quotidiane.

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Giardini d’inverno: la natura che diventa architettura

Nel panorama dell’abitare contemporaneo, i giardini d’inverno si impongono come una delle soluzioni più ricercate e sensoriali, veri spazi ibridi che annullano i confini tra interno ed esterno trasformando la vegetazione in una componente architettonica viva e funzionale, capace di migliorare la qualità dell’ambiente domestico, ampliare la percezione dello spazio e riportare un frammento di natura nel cuore della casa.
Come accade per i tetti verdi, anche questi ambienti non sono elementi puramente estetici, ma ecosistemi integrati che contribuiscono a creare comfort climatico, benessere psicologico, regolazione dell’umidità, isolamento termoacustico e un aumento tangibile della biodiversità. Il giardino d’inverno si comporta come una veranda evoluta e intelligente: filtra il clima esterno, dilata visivamente gli ambienti abitativi e introduce piante vive anche in contesti urbani densamente costruiti, generando un rapporto più equilibrato tra architettura e natura. Nel contesto ticinese — caratterizzato da una forte densità edilizia ma anche da un ricco patrimonio paesaggistico — questi spazi diventano un’opportunità concreta per restituire qualità verde anche alle abitazioni compatte o oggetto di ristrutturazione, creando un collegamento continuo tra la casa e il paesaggio circostante.

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Le istanze della sostenibilità influenzano sempre più profondamente anche il design e le nuove proposte di arredamento, favorendo l’impiego di materiali riciclati

LA NUOVA SFIDA CHE CI ATTENDE NEL PROSSIMO FUTURO

Lo sviluppo sostenibile richiede una profonda inversione di rotta nei processi di costruzione, nei modelli di business e nell’utilizzo delle risorse.


di Eleonora Castagnetta

architetto

Siamo nel 2023 e sempre di più si sta facendo strada anche nell’arredo una nuova tendenza: il design sostenibile.

Il concetto di sostenibilità è qualcosa che ci tocca a 360 gradi in qualsiasi aspetto del nostro vivere quotidiano; tutto ciò che ci circonda sta vivendo un’inversione di rotta nei processi di costruzione, nei modelli di business e nell’utilizzo delle risorse. Tutto questo nasce dall’urgenza di salvare il nostro pianeta da livelli di inquinamento sempre più allarmanti.

Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i loro bisogni.

Questa necessità non poteva non toccare anche il mondo del design che ogni anno produce migliaia di nuove proposte e adesso può farlo tenendo in considerazione aspetti importanti per la collettività.

Nel 2023 ci sono diverse tendenze emergenti nel campo del design ecosostenibile, che promettono di migliorare la qualità della vita delle persone e di proteggere il nostro pianeta.

La prima tendenza che sta guadagnando popolarità nel 2023 è l’upcycling. Questa pratica consiste nel trasformare materiali di scarto in nuovi prodotti, utilizzando la creatività e la tecnologia per creare oggetti unici ed esteticamente piacevoli. L’upcycling è un’alternativa sostenibile al riciclaggio tradizionale, che spesso richiede una grande quantità di energia e risorse per trasformare i materiali di scarto in nuovi prodotti. L’upcycling, invece, utilizza i materiali esistenti per creare nuovi oggetti, riducendo al minimo lo spreco e l’impatto ambientale.

L’azienda italiana Pedrali a partire dal 2020 ha introdotto sul mercato le prime collezioni in polipropilene riciclato, realizzate per il 50% da scarto di materiale plastico post consumo e per il 50% da scarto di materiale plastico industriale. Le parti in legno, inoltre, sono certificate FSC® C114358.

Una terza tendenza è l’uso di fonti di energia rinnovabile. L’energia solare, l’eolica e l’idroelettrica sono solo alcune delle fonti di energia rinnovabile che possono essere utilizzate per alimentare le attività di produzione e il funzionamento dei prodotti. L’impiego di fonti di energia rinnovabile riduce l’uso di combustibili fossili e diminuisce l’impatto ambientale delle attività umane.

Infine, l’uso di tecnologie digitali avanzate per ridurre l’impatto ambientale è sempre più rilevante. La realtà virtuale e la stampa 3D, ad esempio, possono essere utilizzate per ridurre i rifiuti e migliorare la produzione sostenibile. La realtà virtuale può essere utilizzata per creare modelli digitali di prodotti e ambienti, che possono essere testati e perfezionati prima della produzione fisica, riducendo così gli errori e lo spreco di materiali. La stampa 3D, invece, consente di creare prodotti personalizzati su misura, riducendo il bisogno di realizzare grandi quantità di prodotti standardizzati.

Quando parliamo di design sostenibile possiamo analizzarlo secondo 3 ambiti principali:

  • il processo costruttivo;
  • la scelta dei materiali;
  • il riuso.

Molte aziende stanno investendo nella ricerca di questi aspetti per fare sì che i nuovi prodotti immessi nel mercato da ora in poi rispondano a questi standard qualitativi. Alcune di esse hanno sviluppato interi nuovi dipartimenti per la ricerca e la nuova catena di produzione. Solo cosi è possibile continuare a creare nell’ottica di utilizzare e reinterpretare risorse esistenti.

Innovare oggi significa ripensare infatti all’intera filiera di produzione e interrogarsi continuamente di come questa avrà un impatto sulle generazioni future. Quindi non soltanto riciclare: il riuso è solo una parte di questo processo; per quanto importante, al momento ha esclusivamente la funzione di limitare i danni.

Il tavolo Phoebe disegnato da Eleonora Castagnetta per Testi Edizioni. Nuovi processi di lavorazione rispettosi della materia, riducono gli sprechi e recuperano materiali di risulta di progetti già ultimati, nobilitandoli a nuova vita in prodotti unici e irripetibili


LA SCELTA DEI MATERIALI

Nell’ottica degli Upcycled Materials gli oggetti cambiano la propria destinazione d’uso per trasformarsi in elementi di arredo unici. Si parte dal recupero di oggetti vecchi oppure danneggiati che non vengono più utilizzati. La sfida degli Upcycled Materials consiste proprio nel dare una vita completamente nuova a elementi che altrimenti porteremmo in discarica.

I materiali i più utilizzati sono i seguenti.


LEGNO

Quello sicuramente più utilizzato è il legno, il quale trova spazio in qualunque ambito domestico: camere da letto, cucine, soggiorni e così via. Viene impiegato nella produzione di mobili, ma anche di letti e pavimenti che saranno caratterizzati da una bassa dispersione di calore, contribuendo all’isolamento termico dell’abitazione. Ma attenzione alle colle e ai processi di costruzione!


BAMBOO

Altro elemento di arredo naturale è il bamboo. Soprannominato “acciaio vegetale”, si contraddistingue per la sua resistenza alle trazioni e alle compressioni, ma anche per la sua versatilità. Può essere impiegato per la realizzazione di pavimenti, tapparelle e materiali da esterno


CARTONE

Tra i materiali ecosostenibili in grado di trasformarsi in sorprendenti componenti di arredo c’è indubbiamente il cartone, il quale offre soluzioni creative anche per la creazione di mobili. La sua leggerezza lo rende inoltre facilmente trasportabile, ed essendo un “materiale povero” anche le creazioni in cartone continueranno ad avere prezzi contenuti.


FIBRE VEGETALI

L’arredamento green comprende anche tantissimi tessuti composti da fibre di origine vegetale: il cotone, il lino, la canapa. Il leader indiscusso di questo settore resta il legno, accompagnato dalle più disparate tipologie di plastiche perlopiù sostenibili e biodegradabili. L’utilizzo di questi nuovi polimeri è stato introdotto per rispondere all’attuale problema di esaurimento di risorse e del conseguente inquinamento.


IL RIUSO

  • Il Museo del Compasso d’oro ospita tutti i progetti premiati della storia del design e assegna ogni anno nuovi riconoscimenti soprattutto a oggetti e progetti con occhio attento alla sostenibilità..

  • La galleria Rossana Orlandi di Milano ospita il premio Ro Plastic Prize che sfida le community mondiali di designer, innovatori, imprenditori per proporre progetti innovativi nel campo del re-Waste.

Il design sostenibile si fonda sul principio “Waste equal food”, ovvero rifiuti pari a nutrimento. In questa concezione l’orizzonte finale è un ciclo continuo di utilizzo e riutilizzo di materiali senza produzione di rifiuti. I prodotti dovranno essere riciclati e riutilizzati all’infinito, oppure dovranno essere fabbricati con materiali ecosostenibili in grado di tornare in natura perché biodegradabili al 100%.

Nel mondo del design milanese penso a un bellissimo progetto curato da Rossana Orlandi e Nicoletta Orlandi Brugnoni, il Ro Plastic Prize.

«Il Ro Plastic Prize è il Premio Internazionale che si rivolge a un pubblico sempre più ampio e sfida le community mondiali di designer, innovatori, imprenditori, startupper, changemaker, creatori, scienziati, ricercatori, sviluppatori, scuole, università, esperti di industria e comunicazione appassionati di avere un impatto straordinario per proporre progetti innovativi nel campo del re-Waste».

Il design contemporaneo guarda alle questioni ambientali e sociali per risolvere problematiche e esigenze del nostro tempo. In tutta la storia del Compasso d’Oro, il premio più ambito dedicato al design italiano, solo l’ultima edizione è stata guidata dal tema della sostenibilità. Come ha dichiarato la stessa ADI, la XXVII edizione del Compasso d’Oro si è concentrata nel selezionare e premiare il design sulla base di tre concetti chiave: Sviluppo – Sostenibilità – Responsabilità.

Sono stati premiati arredi e complementi che utilizzano materiali che garantiscono durabilità nel tempo al prodotto, oppure oggetti d’uso quotidiano e soluzioni che incentivano un nuovo modo di abitare sostenibile ed ecologico all’insegna del comfort. Secondo questa stessa direzione, sono state premiate anche finiture da rivestimento che nel loro processo di produzione utilizzano materiali di scarto, sposando i principi dell’economia circolare. Non solo, sono stati premiati anche mezzi pesanti e veicoli leggeri a mobilità elettrica per il trasporto di merci e persone e una serra che permette di coltivare ortaggi e verdure in modo sostenibile.

© Riproduzione riservata


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