Strategia roulette dozzine

  1. Migliori Slot Nextgen: Spinhill Casino dispone di un team di personale di assistenza clienti disponibile per fornire ai clienti risposte a qualsiasi domanda tu possa avere.
  2. Gioca Hit It Hard Gratis Senza Scaricare - Questa recensione di casino grand Bay si immergerà in profondità negli angoli del sito web.
  3. Il Gioco D Azzardo: Durante la registrazione abbiamo inserito il codice promozionale REALCASH e automaticamente il nostro account viene qualificato per il bonus in denaro gratuito e le promozioni cash back.

Giocare alla lotteria in inglese

Betnero Recensioni
Sands Casinò Resort Bethlehem è stato aperto dal Las Vegas Sands Corp.
Gioca Book Of Ra Deluxe Gratis Senza Scaricare
I fondi sono considerati non reclamati se l'ente che li detiene non riesce a trovare la persona o l'entità che li possiede.
Quando visiti i siti di bingo online, vuoi sapere che sei completamente sicuro e il tuo denaro è protetto.

Si puo battere la roulette

Come Funziona Il Blackjack
La sua grafica è impeccabile e anche se cupo, è un luogo dove si potrebbe sicuramente salire verso l'alto.
Codice Promo Goldbet Ricarica
Come previsto, ci sono più metodi di deposito disponibili rispetto ai prelievi.
Casino In Linea Senza Deposito Con Bonus

Architetture di montagna: visioni che cambiano

Altri articoli

Ottimizzazione e innovazione: reinventare la zona lavanderia

La trasformazione degli ambienti domestici, soprattutto negli ultimi anni, porta con sé la necessità di ottimizzare anche il singolo centimetro senza rinunciare, però, alla funzionalità di ogni area della casa. Non fa certo eccezione, in questo senso, la zona lavanderia, che pur assumendo in sé notevole importanza corre il rischio di essere sacrificata, in termini di spazio, quando le metrature dell’abitazione sono contenute. In case compatte e in appartamenti moderni la gestione della zona lavanderia richiede dunque soluzioni ottimali, capaci di coniugare estetica e funzionalità: in questo articolo vedremo assieme diverse soluzioni per trasformare questo spazio in una vera e propria area operativa, sfruttando anche soluzioni verticali ed elementi modulari che si adattano alle diverse esigenze quotidiane.

Leggi tutto

Giardini d’inverno: la natura che diventa architettura

Nel panorama dell’abitare contemporaneo, i giardini d’inverno si impongono come una delle soluzioni più ricercate e sensoriali, veri spazi ibridi che annullano i confini tra interno ed esterno trasformando la vegetazione in una componente architettonica viva e funzionale, capace di migliorare la qualità dell’ambiente domestico, ampliare la percezione dello spazio e riportare un frammento di natura nel cuore della casa.
Come accade per i tetti verdi, anche questi ambienti non sono elementi puramente estetici, ma ecosistemi integrati che contribuiscono a creare comfort climatico, benessere psicologico, regolazione dell’umidità, isolamento termoacustico e un aumento tangibile della biodiversità. Il giardino d’inverno si comporta come una veranda evoluta e intelligente: filtra il clima esterno, dilata visivamente gli ambienti abitativi e introduce piante vive anche in contesti urbani densamente costruiti, generando un rapporto più equilibrato tra architettura e natura. Nel contesto ticinese — caratterizzato da una forte densità edilizia ma anche da un ricco patrimonio paesaggistico — questi spazi diventano un’opportunità concreta per restituire qualità verde anche alle abitazioni compatte o oggetto di ristrutturazione, creando un collegamento continuo tra la casa e il paesaggio circostante.

Leggi tutto

Dalla volontà di dominare a quella di ammirare  e vivere il paesaggio montano
e le Alpi.

a cura di: Maria Mazza, Architetto

Il ristorante AlpiNN a Plan de Corones in Alto Adige a 2’275 metri di altezza.

La storia del turismo e dell’industria alberghiera in Svizzera é direttamente correlata alla scoperta delle Alpi. Tra la seconda metà dell’Ottocento e le prime decadi del Novecento, fu proprio nelle Alpi svizzere che sorsero i primi alberghi ad alta quota. St. Moritz nel 1928 fu sede dei Giochi Olimpici invernali, i primi si erano svolti nel 1924 a Chamonix. A questo periodo risalgono la nascita delle prime stazioni sciistiche, l’apertura dei grandi alberghi di cura invernali e l’invenzione degli impianti di risalita. Nel fervore costruttivo che interessò le Alpi degli anni Trenta e Quaranta si inserisce la storia di Sestriere. Sulle montagne del Piemonte si diffondeva in quel periodo un nuovo sport inventato dai norvegesi e portato in Italia da Adolfo Kind e dai Fratelli Smith: lo sci. La borghesia torinese impazziva all’idea di sperimentare questo nuovo sport, compresa la famiglia del senatore Giovanni Agnelli, proprietario della Fiat. L’imprenditore conosceva bene quei luoghi che raggiungeva spesso dalla sua casa di Villar Perosa e decise di crearvi una stazione sciistica ex-novo. Incaricò quindi l’ingegner Bonadè-Bottino di progettare e costruire le prime funivie e due torri. Da quel momento inizia la storia di Sestriere, praticamente una proprietà della famiglia Agnelli che acquista i terreni a 40 centesimi al mq e costituisce la Società anonima per azioni “Incremento turistico Sestriere”.

Le due torri, costruite la prima nel 1932 e la seconda nel 1933, sono un esempio di architettura razionalista e littoria. Entrambe sono caratterizzate dall’assenza di scale sostituite da una scenografica rampa elicoidale che, nella prima torre si sviluppa attorno al vano cilindrico di 30 m di larghezza sul quale si affacciano le 109 camere che ospita l’albergo. L’illuminazione della copertura in vetro e il corridoio a spirale creano una vista interna fortemente scenografica e assolutamente unica. Le due torri, alte circa 65 metri la torre bianca e circa 45 metri la torre rossa, costruite a ben 2000 metri di quota nel cuore delle. montagne, rientrano tra i primi grattacieli realizzati in Italia. Un “gesto” forte che fa pensare più ad una volontà di conquista e di dominio del territorio piuttosto che a un desiderio di ammirare il paesaggio nel quale le due torri si trovano o meglio, nel quale si trovavano immerse. Purtroppo il turismo invernale molto spesso non ha giovato alla conservazione del paesaggio alpino. Negli ultimi anni si sta sviluppando una maggiore sensibilità, parallelamente si è confrontati con altri problemi: i cambiamenti climatici e il conseguente calo della presenza della neve stanno creando la forte crisi del settore. Diverse località turistiche stanno infatti puntando sulla diversificazione dell’offerta. Il rilancio di San Bernardino basato sul progetto di San Bernardino Swiss Alps di cui Artisa Group è il principale azionista, sembrerebbe nascere proprio da queste premesse. Una delle sfide più importanti infatti è quella di rendere San Bernardino vivibile attrattivo a livello internazionale durante tutto il corso dell’anno puntando non solo sulle attività sportive e il benessere, ma anche sulla diversificazione dell’offerta, come per esempio sulla cucina gourmet e gli chef stellati. Le parole chiave dell’operazione sono la riqualificazione delle strutture ricettive storiche esistenti, la creazione di nuove strutture e resort nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente. Pensando al binomio paesaggi e gasrteonomia, nelle Dolomiti ad oltre 2000 metri di quota c’è un ristorante con vista sulle Alpi da togliere il respiro! è il ristorante AlpiNN a Plan de Corones in Alto Adige, concepito dal rinomato chef Norbert Niederkofler e inaugurato nel 2018.

Setriere, Torre Grand Hotel Duchi d’Aosta.  PH. Raffaele Sergi

La “skybox” che ospita la sala ristorante ed eventi é stata progettata dallo studio EM2 mentre il designer Martino Gamper si é occupato degli interni. Con il ristorante AlpiNN Norbert Niederkofler ha voluto creare un nuovo concetto di rifugio alpino promuovendo  la tradizione e la cultura locale rivisitata in chiave raffinata e moderna sia per quel che concerne gli spazi interni e gli arredi disegnati da Gamper, sia per quel che riguarda le proposte culinarie, il tutto “a km 0” e senza sprechi. Il contatto con l’esterno, le grandi superfici vetrate, il design minimal e i materiali tradizionali, soprattutto il legno, utilizzati in chiave moderna sono ormai da qualche anno le tendenze che caratterizzano anche l’edilizia resistenziale di montagna. Nel caso delle realizzazioni recenti sembrerebbe inoltre esserci maggiore sensibilità verso il paesaggio e l’ambiente nel quale le architetture si trovano immerse e c’è sempre più attenzione per il tema del risparmio energetico e per gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Le Alpi d’altro canto non significano solo turismo, salubrità e case di vacanza, non servono solo al “buen retiro”, la montagna é viva tutto l’anno, ci sono risorse, persone che lavorano e costruzioni che, pur nella loro modestia, servivano in passato per proteggersi dalle asperità delle Alpi e vengono utilizzate ancora oggi.

Casa Van Vyve sul lago di Joux, Daris Lépine architectes, interni Anne Van Vyve (Foto Daris Lépine architectes).

© Riproduzione riservata

Facebook
LinkedIn