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Trasformazione e riuso delle costruzioni militari

Altri articoli

Ottimizzazione e innovazione: reinventare la zona lavanderia

La trasformazione degli ambienti domestici, soprattutto negli ultimi anni, porta con sé la necessità di ottimizzare anche il singolo centimetro senza rinunciare, però, alla funzionalità di ogni area della casa. Non fa certo eccezione, in questo senso, la zona lavanderia, che pur assumendo in sé notevole importanza corre il rischio di essere sacrificata, in termini di spazio, quando le metrature dell’abitazione sono contenute. In case compatte e in appartamenti moderni la gestione della zona lavanderia richiede dunque soluzioni ottimali, capaci di coniugare estetica e funzionalità: in questo articolo vedremo assieme diverse soluzioni per trasformare questo spazio in una vera e propria area operativa, sfruttando anche soluzioni verticali ed elementi modulari che si adattano alle diverse esigenze quotidiane.

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Giardini d’inverno: la natura che diventa architettura

Nel panorama dell’abitare contemporaneo, i giardini d’inverno si impongono come una delle soluzioni più ricercate e sensoriali, veri spazi ibridi che annullano i confini tra interno ed esterno trasformando la vegetazione in una componente architettonica viva e funzionale, capace di migliorare la qualità dell’ambiente domestico, ampliare la percezione dello spazio e riportare un frammento di natura nel cuore della casa.
Come accade per i tetti verdi, anche questi ambienti non sono elementi puramente estetici, ma ecosistemi integrati che contribuiscono a creare comfort climatico, benessere psicologico, regolazione dell’umidità, isolamento termoacustico e un aumento tangibile della biodiversità. Il giardino d’inverno si comporta come una veranda evoluta e intelligente: filtra il clima esterno, dilata visivamente gli ambienti abitativi e introduce piante vive anche in contesti urbani densamente costruiti, generando un rapporto più equilibrato tra architettura e natura. Nel contesto ticinese — caratterizzato da una forte densità edilizia ma anche da un ricco patrimonio paesaggistico — questi spazi diventano un’opportunità concreta per restituire qualità verde anche alle abitazioni compatte o oggetto di ristrutturazione, creando un collegamento continuo tra la casa e il paesaggio circostante.

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Ogni epoca ha una sua cultura peculiare, le sue usanze, i suoi costumi e la propria architettura; ogni manifestazione umana è spesso radicata al proprio tempo. L’architettura in particolare, dovendo rispondere a specifiche esigenze funzionali, è in genere correlata alle tecnologie proprie dell’epoca a cui appartiene. Tipico è il caso delle costruzioni e delle strutture militari, basti pensare per esempio a come l’invenzione del cannone nel XIV secolo abbia condotto in breve tempo al cambiamento generale dell’architettura delle fortificazioni: le alte mura medievali si dimostrarono presto troppo vulnerabili agli spari del cannone poiché non erano in grado di assorbirne l’energia dei colpi; gradualmente le fortificazioni divennero più basse e massicce caratterizzate da terrapieni con rivestimento in laterizio o in pietra.

Anche nei secoli successivi e in epoca contemporanea molte strutture militari sono diventate obsolete e sono state via via abbandonate; sono proprio queste architetture che stimolano la creatività e che si prestano più di altre tipologie edilizie al generale riuso e alla trasformazione in spazi architettonici evocativi.

Prima bunker tedesco,
ora museo danese


Foto: Erik Cleves Kristensen.

Il Museo Tirpitz a Blavand in Danimarca nasce dalla trasformazione e ampliamento di un bunker tedesco della seconda Guerra mondiale. Tirpitz è una costruzione militare che prende nuovamente vita divenendo, su progetto dell’architetto Bjarke Ingels, un importante centro culturale.

Museo Tirplitz, Danimarca. Foto: Bjarke Ingels Group.

Il complesso è situato sulla costa occidentale della Danimarca, in un luogo che nel corso della storia fu teatro di diversi scontri bellici; occupa una superficie di 2’800 mq ed è soprannominato museo “invisibile”. Il nuovo complesso museale, che comprende quattro sale espositive, si sviluppa infatti a livello ipogeo integrandosi perfettamente con il paesaggio protetto di Blavand; in superficie sono visibili solo i “tagli” creati nella collina per poter illuminare di luce naturale gli spazi espostivi ai quali si accede attraverso un patio centrale anch’esso ipogeo. 

La nuova destinazione della struttura è sottolineata dal contrasto tra il cemento delle strutture originarie e la trasparenza delle vetrate che caratterizzano le sale espositive.

Più di una fortezza

Spitbank Fort, in Inghilterra vicino al porto di Portsmouth.
Foto: Sian Abrahams.

A Sud dell’Inghilterra nel tratto di mare tra il porto di Portsmouth e l’isola di Wight, si  trova lo Spitbank Fort, un’ex fortezza dell’esercito britannico definitivamente dismessa nel 1982; Spitbank era uno dei quattro forti realizzati nel Solent, tra il 1867 e il 1878 ed era stato edificato come avamposto militare per difendere la costa nell’eventualità di un attacco da parte delle truppe di Napoleone III.

Questa austera costruzione in cemento armato situata in mezzo al mare, è stata trasformata in albergo con SPA di lusso.

L’edificio, a pianta circolare, ha un diametro di 49,4 metri e un’altezza di 4,6 metri con murature di sei metri di spessore; fu concepito dal capitano E.H. Stewart sotto la supervisione dell’ispettore generale delle fortificazioni Colonel W.F.D. Jenois.

Nel 2012 il forte è stato rinnovato e scelto come insolita location per questo hotel affascinante in cui sono state create nove suite di lusso.

Grandi spazi, ampi utilizzi

L’ex magazzino militare di Gordola risalente agli anni Quaranta del Novecento, per adempiere alle nuove esigenze e alle normative vigenti, è stato recentemente oggetto di una ristrutturazione che si è conclusa nel 2017. L’edificio consiste in un capannone con copertura a doppia falda caratterizzato esternamente da un basamento con rivestimento in pietra e una fascia superiore con rivestimento in legno nella quale sono inserite le finestrature. Internamente l’edificio ha una superficie di 590 mq ed è caratterizzato da un soffitto ligneo; il volume interno a doppia altezza è scandito da nervature in legno con funzione portante direttamente connesse alle fondazioni.

Interno ed esterno dell’ex magazzino militare a Gordola, ristrutturazione Baserga Mozzetti. Foto: Baserga Mozzetti

L’edificio è stato ceduto al Centro sportivo di Tenero e, grazie all’intervento di risanamento, è stato notevolmente valorizzato. 

La ristrutturazione, eseguita dallo studio Baserga-Mozzetti, ha riguardato in generale interventi di risanamento delle strutture e in particolare della carpenteria in legno, il risanamento dell’involucro con rinnovo delle vetrature, e la creazione di una nuova pavimentazione costituita da una platea monolitica in cemento armato. Nel caso della struttura portante sono stai inseriti due tiranti per ciascuna capriata cercando di rendere, per quanto possibile, poco invasiva la loro presenza, in particolare posandoli a una quota il più possibile alta in modo che non compromettessero l’altezza fruibile all’interno del capannone.

Una delle esigenze principali del committente era quella di compartimentare alcuni vani accessori; la soluzione adottata dai progettisti per soddisfare tale richiesta e nello stesso tempo preservare il valore dello spazio così come si presentava al momento dell’intervento (un ampio e alto volume scandito dalle nervature portanti in legno) è stata quella di creare all’interno di questo grande volume un’architettura di scala molto inferiore: un piccolo corpo edilizio in cemento armato che sembra quasi “posato” sulla platea monolitica e che con la sua presenza discreta non interferisce in alcun modo con l’ampiezza dello spazio originario.

Quando un rifugio diventa… un rifugio

Il noto albergo ristorante La Claustra sul passo del San Gottardo, era un ex forte militare. L’albergo nasce dalla ristrutturazione dell’ex rifugio militare sotterraneo di San Carlo e comprende: 17 camere di lusso, un ristorante, un locale per eventi, una mediateca, una biblioteca e un centro benessere dotato anche di una grotta d’acqua fredda.

Il complesso si sviluppa all’interno del massiccio del San Gottardo e consta di 4000 mq di spazi ipogei privi di finestre che un tempo costuivano il rifugio San Carlo.

L’affascinante riconversione dell’edificio è frutto di un’idea concepita dall’artista svizzero Jean Odermat. Odermat, prima di dare forma concreta a quest’idea, osservò e documentò con fotografie e filmati il San Gottardo per diversi anni nelle varie stagioni e in ogni condizione atmosferica.

Il risultato è oggi un albergo di lusso con interni dal design essenziale caratterizzati da rivestimenti e arredi in legno e pareti divisorie in vetro che si accostano e danno risalto alla roccia della montagna nella quale è stato creato il rifugio.

L’illuminazione dei percorsi realizzata con la luce radente sulle pareti rende ancora più suggestive queste gallerie scavate nella roccia.

Progetti interessanti e creativi

Un ottimo esempio di ristrutturazione di un ex rifugio militare sotterraneo è l’albergo ristorante La Claustra
sul passo del San Gottardo. Foto: Albergo La Claustra.

Come i complessi industriali dismessi anche le strutture e gli edifici militari abbandonati e obsoleti si prestano a essere ristrutturati e valorizzati con soluzioni molto creative. Rispetto ad altre tipologie architettoniche, le costruzioni militari, con i loro grandi volumi, la localizzazione e le strutture spesso massicce, sono senz’altro molto interessanti e stimolanti per la progettazione. 

Non è sempre facile trovare destinazioni d’uso alternative a quella originaria, ma la sfida deve essere proprio quella di recuperare queste strutture, riconvertirle e dare loro nuova vita.

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