L’architettura in cemento armato

Altri articoli

Architetture del quotidiano

La cucina contemporanea ha smesso da tempo di essere un semplice ambiente di servizio per trasformarsi nel cuore pulsante della casa. È qui che si intrecciano gesti quotidiani, relazioni familiari e momenti di convivialità. In questo scenario, la progettazione di cucine luminose e funzionali assume un ruolo centrale: non si tratta solo di estetica, ma di creare spazi capaci di migliorare la qualità della vita.
Uno degli elementi chiave è l’apertura degli spazi. Le cucine moderne dialogano sempre più spesso con il soggiorno, dando vita a un ambiente fluido e continuo. L’eliminazione delle barriere visive permette alla luce naturale di diffondersi liberamente, amplificando la percezione dello spazio e rendendo gli ambienti più ariosi. L’isola o la penisola diventano elementi di connessione, luoghi ibridi dove si cucina, si lavora, si conversa.

Leggi tutto

La bellezza che attraversiamo ogni giorno

Rientrare in Ticino dopo un viaggio all’estero significa spesso vivere una sensazione difficile da spiegare, ma immediatamente percepibile. Si attraversa la dogana e qualcosa cambia. Il paesaggio sembra improvvisamente più ordinato, il verde più intenso, la vegetazione più presente. Le strade si immergono in prati curati, alberature rigogliose e scorci che trasmettono una sensazione di armonia quasi naturale. Poi arrivano loro, le rotonde stradali: scenografiche, colorate, curate nei dettagli, spesso capaci di sorprendere chiunque attraversi il confine anche soltanto per pochi minuti.
È un dettaglio apparentemente semplice, eppure racconta molto del nostro territorio. Perché la Svizzera, e il Ticino in particolare, attribuiscono da sempre un valore profondo alla bellezza del paesaggio e alla presenza della natura nella quotidianità. Lo si percepisce nei piccoli dettagli così come nelle grandi scelte urbanistiche. Il verde non viene considerato un semplice riempitivo estetico, ma parte integrante della qualità della vita.

Leggi tutto

di Maria Mazza

Architetto

L’ARCHITETTURA IN CEMENTO ARMATO

UN FASCINO SENZA TEMPO

Il Landesmuseum di Zurigo illustra la storia della Confederazione attraverso una moltitudine di oggetti, strumenti e manufatti artistici; è il museo culturale più visitato di tutta la Svizzera.
La nuova ala dell’edificio, un grande volume sfaccettato, un poliedro in cemento armato, sembra proprio voler divenire l’emblema del materiale costruttivo più usato nel nostro Paese.

La Svizzera infatti rappresenta uno dei principali utilizzatori di cemento armato al mondo: secondo dati recenti, si è calcolato infatti che nel nostro paese viene gettata più di mezza tonnellata di cemento per persona ogni giorno.

Parlare di costruzioni e strutture in cemento armato in Svizzera significa dunque aprire un capitolo infinitamente ampio e, riferendosi all’area della Svizzera italiana, il pensiero corre a una famosa “querelle” che non si è ancora affievolita del tutto. Permane un certo dissapore tra coloro che sostengono l’estetica dell’architettura del cemento armato a vista e chi invece parla ancora di cementificazione del paesaggio urbano. D’altro canto, ormai i toni riguardo a questo tema sono molto più pacati, anche perché abbiamo ben altri problemi cui far fronte, ma in passato la polemica era veramente accesa: negli anni Ottanta, addirittura, gli anni del grande sviluppo immobiliare in particolare nella nostra regione, i movimenti giovanili erano scesi in piazza per protestare chiedendo un abbandono definitivo del materiale. Sui loro volantini si leggeva: «peccato che il cemento non bruci!». (“Cemento, una storia di odio e amore”; David Eugster e Ester Unterfinger,swissinfo.ch,05.02.2022).

Una delle ragioni principali per il successo del cemento armato in Svizzera è senz’altro dovuto alla sua idoneità alla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali come le dighe, i ponti e le gallerie. Inoltre la Svizzera, pur essendo povera di risorse minerarie, è ricca di calcare, ghiaia e pietrisco, materiali fondamentali per la realizzazione del calcestruzzo.

Ma quali sono le proprietà del cemento armato che ne hanno decretato il successo?
Innanzitutto sono importanti le sue pro
prietà fisiche e strutturali: il cemento armato, costituito da calcestruzzo rinforzato strutturalmente da tondini in acciaio, ha la caratteristica di resistere alla compressione, grazie alle proprietà intrinseche del calcestruzzo, e alla trazione, grazie alla presenza dell’acciaio. Il binomio calcestruzzo-acciaio costituisce dunque un materiale estremamente stabile e in grado di sopportare numerose sollecitazioni. Proprio per questa ragione il calcestruzzo viene utilizzato per le parti strutturali degli edifici, per le grandi infrastrutture ed è noto anche per le sue proprietà antisismiche dovute alla sua capacità di assorbimento delle scosse telluriche.

  • Screenshot 2022-11-29 alle 09.30.00

    Il Palazzo dei congressi a Brasilia di Oscar Niemeyer (foto deltaZERO).

  • Screenshot 2022-11-29 alle 10.14.37

    Particolare dell’apparato decorativo in cemento della facciata del nuovo Museo d’Arte dei Grigioni a Coira (Progetto Barozzi/Veiga).

Altre importanti caratteristiche del cemento armato che portarono a incrementarne l’utilizzo furono innanzitutto quella di permettere la creazione delle forme e dei volumi più svariati; inoltre il cemento armato è idoneo alla prefabbricazione e permette di ridurre i costi di costruzione rispetto ai materiali tradizionali. Le Corbusier fu il primo grande e vero estimatore alle nostre latitudini dell’uso del cemento armato nell’architettura, un materiale che era stato brevettato da Joseph Monier già nel 1870, ma che iniziò a essere utilizzato più estesamente soprattutto a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, divenendo simbolo stesso della modernità. Il cemento armato nasceva dalla necessità di dover aumentare la resistenza agli sforzi di trazione del calcestruzzo, che ha già di suo un’ottima resistenza alla compressione.

Così dichiarò Le Corbusier in merito al cemento all’inaugurazione dell’Unité d’Habitation di Marsiglia nel 1952: «Fatto per gli uomini, fatto a misura d’uomo, con la robustezza delle tecniche moderne, che mostrano il nuovo splendore del cemento grezzo, per mettere le strabilianti risorse di quest’epoca al servizio della casa». In questo modo Le Corbusier spiegava come il cemento armato avrebbe cambiato l’architettura moderna.

In effetti così sarebbe accaduto di lì a poco e la predilezione per il cemento armato da parte degli architetti andò via via radicandosi. E si andò radicando proprio quel concetto di beton brut, in italiano “cemento grezzo”, e quindi di cemento a vista, che ha riscosso e riscuote tuttora un grande successo.

In quegli anni anche in Svizzera si ebbe un periodo di rinnovamento nel mondo dell’architettura, soprattutto nella nostra regione, dove l’estetica del beton brut trovò importanti estimatori presso quella generazione di grandi architetti che fu in grado di incarnare un momento fondativo per l’architettura ticinese (Carloni, Galfetti, Snozzi, Vacchini, Ruchat ecc.)

A livello internazionale furono gli anni dei grandi interventi e delle sfide urbanistiche come Brasilia o Chandigar, città create dal nulla, dove la monumentalità e le dimensioni dei volumi e degli aggetti degli edifici che rappresentavano il potere non potevano che essere realizzati in cemento armato.

Da allora il beton brut non ha mai smesso di affascinare nel nostro paese così come a livello internazionale. D’altro canto la versatilità del cemento e le infinite possibilità che offre a livello di design volumetrico permettono di creare volumi plastici e scultorei che si avvicinano quasi più all’arte che all’architettura. Per l’architettura le sfide sono cambiate, non sono più gli anni del dopoguerra dove era necessario ricostruire o costruire ex novo, in breve tempo e a costi contenuti: oggi ci sono nuove sfide, in particolare quelle legate al risparmio energetico e all’inquinamento.

Le problematiche attuali hanno portato negli ultimi anni a sperimentazioni e ricerche sempre più estese in merito ai materiali, anche quelli considerati ormai “tradizionali” come il cemento; per esempio si usa ormai da tempo il cemento riciclato.

Nei prossimi decenni la quantità di calcestruzzo da riciclare a seguito della demolizione di edifici dovuta al normale rinnovamento e alla trasformazione del tessuto urbano sarà enorme: speriamo che il mercato possa approfittare di questa opportunità.

© Riproduzione riservata

Screenshot 2022-11-29 alle 09.30.00

La Maison des Arts de Combat a Aix-en-Provence; la facciata in cemento rimanda alla maschera da Kendo (progetto Christophe Gulizzi, foto deltaZERO).


Facebook
LinkedIn